“Zoomer” è un PROGETTO di ascolto per supportare la salute mentale dei giovani
Con il termine “zoomer” ci si riferisce alle persone nate tra il 1995 e il 2010. È la cosiddetta “Generazione Z”, che in Italia sarebbe composta da oltre 9 milioni di persone.
Ed è proprio a questi giovani, o meglio a coloro che vivono a Milano e Sesto San Giovanni, che si rivolge il progetto chiamato proprio “Zoomer”, cui partecipa anche il CeAS insieme alla Cooperativa “Lotta contro l’emarginazione” (capofila) e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Il progetto, che si inserisce nel bando Attenta-Mente della Fondazione Cariplo e avrà una durata di 18 mesi, ha l’obiettivo di supportare gli adolescenti per quel che riguarda il loro benessere psicologico, emotivo e relazionale.
Ragazze e ragazzi saranno “agganciati” tramite sportelli e attività di gruppo nelle scuole, dove saranno coinvolti anche docenti e genitori e anche questi ultimi potranno rivolgersi agli sportello.
Sono previste tre fasi di intervento: «nella prima fase, ragazze e ragazzi verranno coinvolti nella costruzione di quelle che, sono loro, sono gli indicatori di benessere. A seconda di ciò che emergerà, gli adulti facilitatori si rivolgeranno a professionisti esperti in determinate materie, per predisporre delle esperienze di laboratorio, che siano brevi, ma incisive.
Dopo le esperienze laboratoriali, si verificherà con i protagonisti siano gli effettivi indicatori di benessere e malessere, indirizzandoli su come chiedere aiuto.
Le attività proposte coinvolgeranno anche minori stranieri non accompagnati che, pur avendo la stessa età, possono definire e vivere diversamente i concetti di benessere e malessere, per via delle differenze culturali. Saranno quindi proposti anche dei gruppi monolingua, dove approfondire questi aspetti.